Eccellenze della Sanità Lucana

Tratto da: Basilicata Regione Notizie – 121-122/2009
La Sanità Lucana dopo le Riforme.

Gli Screening di prevenzione dei tumori tra le eccellenze della Sanità Lucana

Nel luglio del 2007 la Basilicata è stata tra le prime regioni d’Italia ad avviare la campagnadi vaccinazionecontro l’HPV, il papilloma virus umano, principale responsabile del cancro al collo dell’utero. Un passo che segue l’esperienza oramai decennale del programma di screening oncologici del prigetto “Basilicata Donna”, pensati per la prevenzione del tumore della mammella e del tumore del collo dell’utero, e del più recente programma di screening esteso alla diagnosi del cancro colon-rettale, destinato anche agli uomini.

Prevenzione e controllo costante e continuato, a tutela della salute della persona, e della donna in particolare, entrambi fiori all’occhiello della sanità lucana che di quell’apparentemente scontato e quasi antico “prevenire è meglio che curare” ha fatto il suo motto.
Il progetto regionale “Bailicata Donna”, con un programma di controllo gratuito, coinvolge circa 227 mila persone: 67 mila per la mammografia, 160 mila per il pap-test. Promosso dall’assessorato regionale alla Salute della Basilicata, sulla base delle considerazioni della comunità scientifica internazionale, e in collaborazione con le Aziende sanitarie della regione, il progetto negli anni si è proposto obiettivi definiti, e continua a farlo. Dalla riduzione della mortalità per i tumori che aggrediscono il corpo della donna al miglioramento della qualità della vita per le pazienti in cura, alla sensibilizzazione della popolazione ad una sempre maggiore attenzione alla prevenzione. E’ articolato operativamente su tre centri di riferimento per la lettura dei pap-test e delle mammografie: L’Irccs Crob di Rionero, l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, l’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera. Tra i centri di riferimento per la lettura degli screening mammografici rientra anche l’Asp di Potenza. L’esame è rivolto a donne che abbiano tra i 50 ed i 69 anni. La procedura prevede l’invio a casa di un “invito” in cui sono indicati luogo, data e ora dell’esame, con la possibilità, grazie a una semplice telefonata, di spostare l’appuntamento. Da settembre 1999, anno di attuazione del progetto, sono stati poco meno di 175 mila gli esami mammografici effettuati, oltre 326 mila le donne invitate, 646 le neoplasie maligne individuate. Già dai suoi primi anni di attuazione, il programma ha servito anche i comuni più lontani dai Centri Screening, effettuando le mammografie su mezzi mobili attrezzati, consentendo anche a donne che non si erano mai sottoposte all’esame, soprattutto le più anziane, di potervi accedere.

Quanto al pap-test, è destinato a donne dai 25 ai 64 anni d’età e si propone di prevenire e diagnosticare precocemente il tumore del collo dell’utero. Come nel caso della mammografia, anche per l’esame cervico-uterino la donna si presenta al Centro screening con la lettera d’invito che dà diritto alla prestazione gratuita. Successivamente viene recapitata la comunicazione contenente il risultato dell’indagine e, se necessario, si procede ad ulteriori approfondimenti.
Nell’ambito del progetto “Basilicata Donna”, per la parte dello screening del cancro della cervice uterina, in questi dieci anni, e fino allo scorso giugno, sono stati oltre 422 mila i pap test, e più di 131 mila le donne che si sono sottoposte almeno ad un esame. Sono state 135 le neoplasie maligne diagnosticatem 1500 le precancerosi: situazioni che prevedono un percorso personalizzato per evitare completamente la malattia. L’obiettivo principale di questo screening è proprio scoprire le precancerosi per evitare la neoplasia.
Guarda alle donne di domani, nel tentativo di garantire la prevenzione primaria contro il cancro del collo dell’utero, la vaccinazione contro l’Hpv, strumento non alternativo al pap test, ma integrativo. La Regione ha destinato il ciclo delle tre dosi di vaccino gratuito non solo alle dodicenni, come dettato dal Ministero della Salute, ma anche alle quindicenni, alle diciottenni e alle venticinquenni. dei due vaccini disponibili, in Basilicata è stato adottato il tipo tetravalente che protegge da quattro dei cento tipi noti di papilloma virus umano. I dati aggiornati al 31 dicembre 2008, forniti dal Dipartimento Salute – Ufficio Politiche della Prevenzione – riferiscono che la copertura della vaccinazione per le dodicenni lucane sfiora l85 per cento, l’80 per le 15enni, e, ancora, il 78,10 e il 52,16 per cento rispettivamente per le diciottenni e le venticinquenni.
L’eccellenza lucana in campo preventivo è confermata anche dal progetto di screening del cancro colo-rettale, promosso e finanziato dalla Regione Basilicata in due round. Il primo (per un costo pari a 2 milioni di euro), relativo agli anni 2005/2007, ha visto un tasso di adesione da parte della popolazione nella fascia di età compresa tra i 50 e i 70 anni pari al 34 per centoi del totale della popolazione di circa 135 mila cittadini residenti. Il secondo (costo totale circa 1 milione di euro), iniziato a novembre 2008, riguarda l’anno finanziato 2008/2009, e terminerà a novembre 2009. In questo step è stata sottoposta a controllo direttamente la popolazione di cittadini residenti tra i 60 ed i 70 anni, pari a circa 70 mila persone tra maschi e femmine.
Entro la fine dell’anno potrebbe essere completamente operativo un altro progetto a carattere preventivo, ad oggi attivo in Basilicata in via sperimentale.
Si tratta dello screening genetico di alcune forme tumorali, tra le quali anche quello mammario, del colon retto e il carciroma prostatico. Obiettivo del progetto, realizzato dagli ospedali Madonna delle Grazie di Matera e San Carlo di Potenza, dal Crob di Rionero in Vulture e dall’Agrobios, è un nuovo passo a favore della diagnosi precoce e della prevenzione della malattia, focalizzando questa volta l’attenzione su quei nuclei familiari in cui si sono verificati casi in precedenza.

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